Un viaggio nell’universo intimo di Alda Merini
tra memoria e desiderio.
Dentro le Voragini:
dove nasce la poesia
La mostra Voragini invita il visitatore a sfiorare la dimensione più profonda di Alda Merini, in un dialogo continuo tra parola, immagine e materia.
Le “voragini” non sono solo abissi interiori in cui dimora lo struggimento, ma aperture verso la conoscenza di sé, fenditure attraverso le quali la luce della parola e della forma riesce a filtrare.
L’esposizione ripercorre così il percorso umano e artistico della poetessa, restituendone una voce autentica: fragile e ferma, sensuale e sfumata, sempre in bilico tra abisso e rivelazione.
Il sodalizio
artistico
Il cuore di Voragini è il rapporto umano e creativo tra Alda Merini e Giuliano Grittini, fotografo e artista di fama internazionale. Il loro incontro ha prodotto una vicinanza da abitare: un accompagnarsi reciproco che è un riconoscere, toccare e custodire l’anima dell’altro nello sguardo.
Nelle fotografie di Grittini, Alda Merini è corpo vivo, parola incarnata. Gli scatti ci rivelano come le sue poesie abitino ogni centimetro della sua persona: la curva di un sorriso, le pieghe del corpo, la sua prospera bellezza. È qui che si custodiscono gli spiragli di luce e le vertigini dell’anima da cui affiora il potere generativo della fragilità e del reciproco lasciarsi attraversare.
Un itinerario
dell’interiorità
Merini si lascia attraversare dallo sguardo di Grittini con ironia e sensualità, senza difese né veli, affinché si faccia vivo il brivido della sua presenza e della sua parola.
La vulnerabilità della poetessa entra così in risonanza con quella dell’osservatore. Chi assiste è chiamato a partecipare al gioco di sguardi, a sostare sulla soglia di un dialogo intimo e sincero.
Le fotografie, ma anche i materiali video-documentari, gli oggetti personali e le opere dedicate ad Alda Merini, riuniti in Voragini, aprono uno spiraglio attraverso cui la poesia torna a respirare, divenendo spazio autentico di manifestazione del dolore e del desiderio, delle relazioni e dell’interiorità.
L’intreccio tra
Alda Merini e Sanremo
Alda Merini amava Sanremo e ne era profondamente affascinata. Vi riconosceva il cuore pulsante del sentimento popolare, lo stesso che ha trasformato in versi immortali. Amava la Riviera come luogo di luce e fiori, in contrasto con i Navigli milanesi, grigi e nebbiosi: per lei Sanremo era una vera “vacanza dell’anima”. Il suo legame con la musica si consacra nel 2004 con l’album Milva canta Merini – Sono nata il ventuno a primavera, musicato da Giovanni Nuti, che sancisce l’urgenza comune di poesia e musica: essere ascoltate.
Il rapporto con il Festival fu complesso e controverso: nel 2007 la canzone Sull’orlo della grandezza venne inizialmente selezionata da Pippo Baudo e poi scartata, episodio a cui la Merini rispose con la sua solita ironia pungente, sostenendo che Sanremo aveva paura della ‘follia’ vera.
Nel 2009 Paolo Bonolis scelse di fermare lo spettacolo per leggere la sua lettera-poesia Canta l’Italia, riconoscendo la forza della parola nuda. Questa mostra non è solo un tributo, ma il ritorno di Alda a Sanremo. Un invito a riscoprire, oltre le luci della ribalta, la profondità umana di una donna che ha trasformato le proprie voragini in una melodia universale.
Canta l’Italia, non si vedono lacrime italiane, ma
gemono i poeti sotto l’amara sferza del destino.
Cuori solitari vincono le loro vittorie proprio qui, in
mezzo ai fiori, dove la produzione notturna del
pensiero vola diretta a Dio. O provvido Sanremo,
butta le nostre ancore su una terra di pace, dove
fiorisca il genio dei cantanti o dell’amore.
DAPHNÉ SANREMO
La dedica
Sanremo è anche il luogo simbolico della disciplina e della grazia che da oltre cinquant’anni definiscono l’identità dI DAPHNÉ SANREMO. Le creazioni della Maison, amate da icone come Grace di Monaco, Dalida, Maria Callas e Renata Tebaldi, nascono da uno studio minuzioso e instaurano un dialogo continuo tra memoria ed eredità, intese come valori da coltivare e rinnovare.
È all’interno di questa visione che, in occasione della mostra, DAPHNÉ SANREMO realizzerà una collezione esclusiva di foulard dedicata ad Alda Merini.
Trame, colori e texture originano dall’incontro tra maestria artigianale e immaginario artistico. Ogni foulard è il manifesto di una narrazione: un gesto di bellezza che porta con sé l’immaginario poetico e umano della scrittrice.
Visitare la mostra
DAPHNÉ SANREMO, Corso Matteotti 17 – Sanremo
Dal 20 febbraio al 30 marzo 2026
Orari:
Lunedì 15:30 – 19:30
Dal martedì al sabato 10:00 – 12:30 e 15:30 – 19:30
Ingresso: libero e gratuito
Per visite di gruppo contattare prenotazioni@voraginialdamerini.it
Concorsi
In occasione della mostra dedicata ad Alda Merini presso DAPHNÉ SANREMO, cuore pulsante del Festival, presentiamo il concorso di fotografia “Tra le pieghe dell’anima” e il concorso di poesia “Passami il tuo respiro”, rivolti ai giovani dai 18 ai 35 anni.
Invia la candidatura a: concorsi@voraginialdamerini.it
concorso di poesia
Passami il tuo respiro
concorso di fotografia
Tra le pieghe dell’anima
Alda Merini
Biografia
Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo 1931 in una famiglia dove musica e letture alimentano una sensibilità precoce. Durante la scuola, un’insegnante ne intuisce il talento e la introduce all’ambiente letterario milanese. Grazie a Giacinto Spagnoletti, Merini vede pubblicati i suoi versi nell’Antologia della poesia italiana contemporanea.
La sua prima raccolta, La presenza di Orfeo (1953), rivela una voce già matura, divisa tra corporeità e spiritualità. Ad essa fanno seguito Paura di Dio, Nozze romane e Tu sei Pietro, componimenti che la collocano tra le figure più autentiche della lirica del dopoguerra.
In questi anni, Alda Merini coltiva rapporti importanti, da Salvatore Quasimodo a Giorgio Manganelli, che influenzano profondamente la sua formazione umana e poetica.
Alla vertigine creativa si intrecciano, però, le prime voragini. Nel 1947 una crisi nervosa porta a un ricovero psichiatrico; è l’inizio di una lunga e dolorosa serie di internamenti che segneranno la sua vita e le sue liriche. Nel 1953 sposa Ettore Carniti, con cui avrà quattro figlie, ma la fragilità emotiva e le difficoltà familiari sfociano in nuovi ricoveri e nella perdita del ruolo materno.
Dopo un lungo silenzio editoriale, Merini ritorna negli anni Ottanta con opere che entrano nel canone contemporaneo. La Terra Santa (1984) trasfigura l’esperienza del manicomio in una lingua potente, visionaria e concreta, premiata con il Cittadella nel 1985 e con il Librex Montale nel 1993. In prosa pubblica, invece, L’altra verità. Diario di una diversa (1986).
Nel 1983 sposa in seconde nozze il poeta Michele Pierri e si trasferisce a Taranto; è un periodo febbrile, vissuto come un nuovo inizio, ma segnato dalla consueta instabilità.
Rientrata a Milano, dopo la morte del marito, avvia la collaborazione con fotografi, illustratori ed editori. La sua produzione artistica si intensifica e parallelamente cresce la sua visibilità mediatica. Nel 1996 l’Académie Française propone il suo nome per il Nobel per la Letteratura; nel 2001 farà altrettanto il Pen Club Italiano.
Successivamente la sua voce travalica la pagina e si fonde con l’universo musicale, grazie alla collaborazione con il compositore Giovanni Nuti e all’interpretazione di Milva nell’album Milva canta Merini (2004).
Alda Merini muore il 1° novembre 2009. I funerali di Stato nel Duomo di Milano sanciscono il riconoscimento di una figura che ha saputo trasformare la fragilità individuale in una melodia e intimità collettiva.
La sua eredità continua a guidarci: nella poesia che ha trasformato il dolore in parola, nell’anima che ha saputo guardare il proprio abisso senza smettere di cercare la luce, nello sguardo che ha ispirato Giuliano Grittini e che oggi ritorna nelle Voragini della mostra.
Giuliano Grittini
Biografia
Nato a Corbetta nel 1951, Giuliano Grittini è fotografo, artista e stampatore d’arte.
Diplomato in disegno grafico, si forma negli atelier di numerosi maestri del Novecento, collaborando con artisti quali Baj, Fiume, Sassu, Guttuso, Scanavino, Rotella, Vasarely e Andy Warhol.
Parallelamente sviluppa una propria ricerca fotografica, ritraendo artisti, scrittori e figure della scena culturale italiana e internazionale. Nasce così il sodalizio con Alda Merini. Grittini diventa l’interprete più sensibile del suo volto e della sua persona, creando una serie di fotografie e opere che hanno contribuito a definire l’immagine pubblica della scrittrice. Da questa sintonia nascono libri fotografici e progetti condivisi, oltre al film Una donna sul palcoscenico (regia di Cosimo Damiano Damato), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
L’opera visiva di Grittini evolve nella Cracker Art, tecnica da lui ideata che destruttura e ricompone i soggetti attraverso stratificazioni polimateriche di colore e testo, generando ritratti pop e icone concettuali dal forte impatto simbolico. I suoi lavori si nutrono delle figure che hanno definito l’immaginario contemporaneo, come Marilyn Monroe, trasformate in immagini esplosive ed emblemi del desiderio.
Grittini ha esposto in sedi italiane e internazionali e collaborato con numerose istituzioni e riviste. Oggi vive e lavora a Corbetta, dove gestisce la sua stamperia d’arte e continua la sua ricerca tra fotografia, pittura e sperimentazione.
Il Team Voragini
Giuliano
Grittini
Artista
Formatosi a Milano nelle tecniche di litografia, serigrafia e acquaforte, ha collaborato con maestri dell’arte contemporanea: Warhol, Guttuso, Fiume, Rotella.
Espone in mostre nazionali e internazionali ed è attivo come stampatore d’arte e collaboratore di riviste di Arte e Poesia.
Legato da profonda amicizia ad Alda Merini, di cui è autore dei ritratti più iconici e intensi.
“Un viaggio tra fotografia, poesia e memoria, per celebrare il mio legame, unico, con la Poetessa dei Navigli”.
Beatrice
Fellegara
Art Curator
La sua ricerca intreccia filosofia, antropologia, metodi d’archivio, cultura digitale e linguaggi visivi contemporanei. I suoi progetti sono stati sviluppati in contesti prestigiosi in Italia e all’estero, tra cui la Rothko Chapel di Houston, la Triennale di Milano, per la 23ª Esposizione Internazionale, la Fabbrica del Vapore e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Le sue intuizioni sono state condivise in seminari presso l’Université de Neuchâtel, la University of Houston e l’Università Vita-Salute San Raffaele, oltre che in diversi contesti museali ed espositivi. Negli ultimi anni ha collaborato con artisti e collettivi italiani e internazionali. Ha curato mostre, eventi culturali e pubblicazioni, ed è autrice di cataloghi.
“Curare è prima di tutto una pratica relazionale: un modo per abitare gli spazi, generare appartenenza, collegare comunità ed esplorare immaginari collettivi e intimità differenti, attraversando il presente con responsabilità critica e apertura interdisciplinare. Il mio lavoro si muove tra arti visive e digitali contemporanee, pratiche archivistiche e processi partecipativi, ma soprattutto nella dimensione di quelle che amo definire intimità collettive”.
Loris
Innocenti
Exhibition Manager
Con una solida formazione accademica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Loris Innocenti lavora da anni come Exhibition Manager per importanti aziende del settore e come freelance. Ha curato e coordinato mostre d’arte di respiro internazionale, dalle esposizioni tradizionali (Botero, Lee Miller, Johannesburg Art Gallery, Salvador Dalí, Frida Kahlo & Leo Matiz) ai format immersivi e tecnologici (Van Gogh Experience, Klimt Experience), fino ai progetti di edutainment (Lego, Love Museum). Ha operato in prestigiose venue italiane — tra cui il Museo della Permanente di Milano, Palazzo Barolo e la Palazzina di Caccia di Stupinigi di Torino e Palazzo Fondi a Napoli — e internazionali, come la sede Next Exhibition di Bilbao. Collabora con musei, fondazioni e collezioni private di rilievo, tra cui la Leo Matiz Foundation di Città del Messico, e la Dalì Universe. Parallelamente, svolge attività di Art Advisor per aziende (es. Nous Connected, New York) e case d’asta (Millon, Il Ponte), oltre a sviluppare progetti come curatore ed exhibition manager per gallerie d’arte in Italia. Possiede un approfondito know-how nel marketing culturale e di brand, integrando competenze artistiche e strategiche nella gestione e nella valorizzazione dei progetti espositivi.




